
Abbiamo tutti uno di quei maglioni buffi che indossiamo a Natale che ci mettono allegria. E’ quasi una regola per chi adora il Natale: l’albero con tutti i suoi bei addobbi e lucine colorate e il fantastico maglione natalizio.
Un giorno ti svegli e trovi la città pronta per le feste. Il mondo ha meravigliosamente cambiato veste e tutto diventa magico. Ovunque lucine, decorazioni a forma di stella o fiocchi come se di notte, mentre tutti dormono, il Babbo Natale avesse mandato i suoi aiutanti a preparare tutto il mondo per il suo arrivo tanto atteso ogni anno.
I bambini iniziano a fare le consuete letterine per i regalini che si meriterebbero concludendo con la promessa che l’anno prossimo faranno i bravi come al solito ( tanto mamma e papà potrebbero sempre “ testimoniare” per loro ).
E diventa inevitabile non emozionarsi . Le canzoni natalizie ci inebriano la testa. I soliti brani molto amati durante l’ anno sembrano non esistere più, scomparsi per un mese intero. E mentre cantiamo il “Jingle Bells” di sempre torniamo bambini, perché il Natale ci dà soprattutto questo, la gioia da bambini.
La ricerca dell’albero perfetto con i suoi addobbi e lucine perfettamente in sintonia fino alla scelta della stella in punta che gli darà quel tocco di autenticità e originalità non va mai sottovalutata. Quando papà decideva che era arrivato il giorno giusto per l’acquisto dell’ albero, e spesso accadeva il giorno della Vigilia, era scontato che sarebbe tornato a casa con l’abete più bello che aveva trovato. Era fierissimo della sua scelta e aveva bisogno di sentirselo dire da tutte noi.
Era una tradizione da rispettare ogni anno . Dopo averlo sistemato nel solito angolo del soggiorno e disposto le lucine come solo lui sapeva fare toccava a noi finire il capolavoro. Con il cuore in gola per l’emozione non aspettavamo altro. Il nostro albero doveva essere semplicemente perfetto. Appena ci dava il via iniziavamo a canticchiare stonate le colinde finché non avessimo finito il tutto.
L’atmosfera era magica. Le colinde si sentivano ovunque come il profumo della cucina dove la mamma preparava i cozonaci e le pietanze natalizie. Papà ascoltava divertito i piccoli colindatori ( i carols rumeni ) che cantavano stonati le migliori colinde che avevano studiato rigorosamente per settimane, come da tradizione, per annunciare la nascita di Gesù e per ricevere una piccola mancia ( si spera sempre che non sia troppo piccola ). Questo è anche un modo per confermare al Babbo Natale che sono stati bravi, come già anticipato nella letterina d’altronde e di non dimenticarsi del regalino.
Poi arriva il Natale. Dopo aver scovato sotto l’albero il proprio regalo, contenti che il Babbo ci ha considerato anche per questa volta si va tutti a tavola. Il pranzo di Natale ovunque nel mondo non è mai un pranzo leggero.
Il mondo va sempre avanti ma quando si tratta delle feste sembra che il tempo si è fermato . Per consuetudine rispettiamo le stesse tradizioni e abitudini , il modo di festeggiare nonostante tutto rimane quasi invariato . Non potrà mai mancare il panettone o pandoro a Natale e le varie specialità della zona per gli italiani , come non potrebbe mai mancare i cozonaci o la gustosa tochitura di maiale con la polenta dai tavoli dei rumeni. E mentre tutto il mondo si prepara per le feste le meraviglie di Natale stanno per accadere…
Un Magico Natale a tutti!
Bellissimo !!